Asma professionale

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L’asma professionale da irritanti è dovuto all’esposizione acuta ad irritanti respiratori. E’ decisivo differenziare sempre  un agente irritante da uno sensibilizzante; irritante è una sostanza che per le sue proprietà è in grado di stimolare una reazione da parte di strutture presenti nell’albero respiratorio. Per molti autori, però, l’esistenza di un vero e proprio asma da irritanti è ancora dubbia a differenza della certezza sull’asma allergico. L’asma professionale allergico è basato su una reazione di ipersensibilità di tipo 1. Le manifestazioni sono quelle classiche dell’asma. Il compito del medico del lavoro sarà quello di capire quali sono le sostanze implicate in ambito lavorativo, se hanno davvero un ruolo patogenetico nell’asma di un certo individuo esposto e come si può agire. Alcune possibili sostanze o eventi fisici, i triggers (aria fredda, polvere, inquinanti ambientali, isocianati contenuti nelle vernici, fumo di tabacco, iperventilazione da esercizio fisico) sono in grado di scatenare l’asma sia allergico che non allergico. Emblematico il caso delle fonderie: le fonderie sono enormi spazi coperti da tettoie ma aperti; in tali condizioni se un lavoratore accusa una crisi di asma, quale sarà la causa ? Potrebbe essere semplicemente l’esposizione al freddo degli spazi aperti, non è detto che il soggetto sia necessariamente allergico. La causa dell’asma può quindi essere naturale, come l’aria fredda o la polvere; l’aria fredda agisce da fattore irritante, mentre la polvere può scatena il meccanismo allergico. Accanto ai triggers ci sono poi vere e proprie sostanze sensibilizzanti, almeno 250. Vengono classificate in base al loro peso molecolare, poiché ad esso è correlato il meccanismo d’azione dell’induzione dell’asma, quindi a) agenti ad alto peso molecolare (>5000 D): provvedono da soli a scatenare il meccanismo allergico perché fungono da antigeni completi capaci di indurre sensibilizzazione e asma con un meccanismo di tipo 1 cioè la risposta immediata dell’organismo è quella della produzione di anticorpi IgE; sono solitamente macromolecole proteiche di natura animale o vegetali; b) agenti a basso peso molecolare (<5000 D): sono per lo più sostanze di sintesi chimica, solo in piccola parte agiscono con un meccanismo noto di tipo IgE (per es. sali di platino e anidride ftalica).

Elenchiamo ora una serie di sostanze sensibilizzanti con relativa forma di asma professionale:

  • peli e forfore di animali: tipici di alcune attività come veterinario, allevatore, addetti toelettatura
  • graminacee e altri pollini: riguardano gli agricoltori
  • acari della polvere: possono interessare chiunque
  • polvere di legno: i legni autoctoni non sono allergizzanti ma alcuni legni esotici importati oltre ad essere allergizzanti sono addirittura classificati come cancerogeni per le vie respiratorie; in realtà non esiste un legno specifico riconosciuto come cancerogeno ma è il processo di lavorazione del legno che lo è
  • farine: le allergie alle farine sono molto importanti in ambiente lavorativo perché sono delle realtà difficilmente modificabili: il panificatore è infatti sempre immerso nella farina e quindi se è allergico non può fare altro che cambiare lavoro
  • caffè: la produzione di caffè non interessa molto l’Italia perché nel nostro paese non avvengono quelle parti della lavorazione che sono le più pericolose
  • vernici: le vernici vengono molto usate nelle industrie del legno (dove si è visto c’è anche molta polvere dovuta al fatto che il legno prima di essere verniciato va carteggiato per essere reso liscio )
  • tinture di capelli, assimilabili alle vernici
  • micofiti (alternaria, candida, aspergillus): interessano soprattutto il settore agricolo.